Stress lavorativo e ritmi di lavoro frenetici possono influenzare la salute del cuore.
Lavorare troppo fa male, lo dicono tutti. Stress, ritmi incalzanti e irregolari, poco tempo per sé: lavorare ogni giorno senza sosta può influenzare non solo il nostro benessere psicofisico ma anche la salute del cuore. Lo dimostra un recente studio dell'Università di Portland che ha preso in considerazione come non riuscire a staccare la spina dagli impegni lavorativi ricada anche sulla vita fuori dall'ufficio. Sembra infatti che chi si porta, tutti i giorni della settimana e anche il weekend, le preoccupazioni del lavoro a casa, controllando mail e ricevendo telefonate professionali nei ritagli di tempo da dedicare a sé stessi e a passatempi piacevoli, abbia più difficoltà a trovare soddisfacente la propria vita privata. Ottenendo anche l’effetto contrario: invece di sfruttare 24 ore al dì per lavorare, come si vorrebbe, ci si espone di più ad un esaurimento emotivo che porta a essere meno produttivi. Il troppo stroppia? Pessime notizie, quindi, per i workaholic che, oltre alla dipendenza dal lavoro, rischiano di più. Uno studio danese, che ha osservato per 30 anni un campione di oltre 5 mila uomini lavoratori di età compresa tra i 40 e i 59 anni, conferma infatti che chi lavora più di 40 ore alla settimana, con ritmi frenetici, è più esposto a rischi di chi lavora meno e con meno stress. A peggiorare la situazione sembra che ci sia la sedentarietà: stare troppe ore seduto ad una scrivania equivale spesso a muoversi poco ed a non concedersi il tempo per palestra e altre attività fisiche. Muoversi di più, infatti, è un buon rimedio per compensare gli effetti dello stress lavorativo, perché aiuta a scaricare le tensioni e mantiene giovani le coronarie.
Fonti:
Journal of Applied Psychology
Heart doi:10.1136/hrt.2010.197145


