stress-ambientali.jpg
 

Misuriamo i danni dello smog

Chi vive nelle città con un alto tasso di inquinamento già lo sa: l’organismo viene pesantemente indebolito dallo smog, il quale fa diventare l’aria carica di veleni invisibili ma potenti, come il carbonio e il piombo. Questi elementi sono molto nocivi perché sono capaci di aumentare la produzione di radicali liberi, i responsabili dell’invecchiamento precoce di tessuti e organi, soprattutto delle cellule epiteliali, che più direttamente vengono a contatto con l’aria. Per rallentare questo processo, possiamo proteggere il nostro organismo anche con una sana alimentazione, assumendo sostanze antiossidanti.
 
Oggi, però, abbiamo una risorsa in più, grazie alle ricerche del Fraunhofer Institute di Hannover che ha realizzato un test biologico in grado di studiare le reazioni delle cellule della pelle, delle mucose e dell’apparato respiratorio quando vengono a contatto con gli agenti inquinanti. In sostanza, mettendo in contatto l’aria i cui effetti si vogliono analizzare con uno strato di cellule coltivate in un piccolo contenitore da laboratorio sarà possibile misurare i parametri fisici e chimici – ad esempio, temperatura e pressione – che caratterizzano le reazioni cellulari.
 
Sarà possibile. L’uso del futuro è d’obbligo. Infatti questo test potrebbe diventare di routine in ambito medico, ma solo dopo che avrà ottenuto il brevetto richiesto dai ricercatori tedeschi.
 
Per il momento, dunque, non ci resta che attendere e, nel frattempo, difenderci dallo smog combattendolo con uno stile di vita il più possibile sano.
 
Per prima cosa una sana e variata alimentazione che ci permetta di assumere un’adeguata quantità di vitamine e nutrienti antiossidanti, poi l'eliminazione di fonti di smog “controllabili”, come per esempio il fumo, anche quello passivo.
 
Un altro buon consiglio per ridurre i danni dello smog, è limitare allo stretto necessario la frequentazione di zone ad alta densità di traffico e cercare di cogliere ogni occasione buona per fare gite fuoriporta, soprattutto se si hanno dei bambini, che sono i soggetti più delicati e a rischio di sviluppare disturbi respiratori a causa dello smog.
 
Fonte: Fraunhofer Institute for Toxicology and Experimental Medicine (ITEM) in Hannover